La sicurezza degli impianti industriali riguarda l’insieme di soluzioni tecniche e procedure adottate per ridurre i rischi legati al funzionamento delle macchine e alle attività svolte nelle aree produttive. La corretta progettazione della sicurezza industriale deve considerare le condizioni operative reali e il modo in cui gli addetti interagiscono con gli impianti, soprattutto quando è previsto l’accesso a zone pericolose.
La protezione può pertanto richiedere tecnologie e approcci differenti: in alcuni casi è necessario impedire fisicamente l’ingresso in un’area; in altri occorre rilevare la presenza di una persona o controllare che una porta di accesso sia chiusa prima di consentire il funzionamento della macchina.
VIKING Safety sviluppa la propria proposta attorno a queste esigenze, mettendo a disposizione una gamma completa di soluzioni per la sicurezza industriale selezionate attraverso prestigiosi partner specializzati come A-SAFE, Schmersal, Inxpect e Brady.
Cosa si intende per sicurezza industriale negli impianti?
Con il termine “sicurezza industriale” si intendono le misure tecniche, organizzative e gestionali adottate per proteggere gli operatori dai pericoli presenti in un impianto di produzione, consentendo al contempo il funzionamento della macchina in condizioni controllate. La sicurezza industriale è sempre il risultato di un approccio sistemico e deve considerare come gli addetti accedono alle aree produttive, quali operazioni richiedono l’intervento umano e come la protezione si integra nel funzionamento della macchina. In un impianto industriale, proteggere una zona pericolosa può richiedere tecnologie differenti: separazione fisica tramite recinzioni e barriere, rilevamento della presenza di un operatore o controllo dell’apertura e della chiusura degli accessi.
La sicurezza di una macchina o di un impianto industriale inizia con l’individuazione delle condizioni che possono esporre l’operatore a un pericolo. La scelta delle misure di protezione dipende quindi dal livello di rischio e dalle modalità di interazione con l’area produttiva.
L’obiettivo è consentire il funzionamento dell’impianto mantenendo sotto controllo gli accessi alle zone pericolose e le operazioni che richiedono l’intervento umano.
Tale principio è particolarmente importante nella sicurezza dell’automazione, dove macchine e linee produttive possono eseguire movimenti automatici anche in assenza di un comando diretto dell’operatore. La protezione deve quindi essere integrata nel funzionamento dell’impianto e intervenire quando vengono meno le condizioni previste per operare in sicurezza.
Protezioni perimetrali per macchinari e barriere antiurto
Le protezioni perimetrali per macchinari permettono di separare fisicamente le persone dalle aree nelle quali sono presenti movimenti o lavorazioni potenzialmente pericolose.
VIKING Safety propone sistemi modulari con pannelli di rete ad alta resistenza, utilizzabili per delimitare le zone operative e disciplinarne l’accesso. La protezione fisica può essere associata a porte controllate da dispositivi di sicurezza, così che l’ingresso nell’area avvenga secondo condizioni definite dal sistema macchina.
Una funzione differente è svolta dalle barriere di protezione per macchinari e dalle protezioni antiurto A-SAFE: sistemi in polimero impiegati negli ambienti produttivi e logistici per assorbire gli impatti provocati dai veicoli industriali e proteggere impianti o infrastrutture.
Le barriere di protezione per macchinari trovano applicazione anche nelle aree logistiche e lungo i percorsi pedonali, dove contribuiscono a separare le zone di transito dalle parti di impianto da proteggere.
Recinzioni e barriere rispondono quindi a rischi diversi: le prime controllano l’accesso alle zone pericolose della macchina; le seconde intervengono soprattutto quando è necessario limitare le conseguenze di collisioni o separare i percorsi dei mezzi dalle aree da proteggere.
Radar di sicurezza per il rilevamento delle presenze
Quando una separazione fisica non è sufficiente o l’applicazione richiede di controllare una zona più ampia, può essere necessario integrare soluzioni deputate a rilevare la presenza dell’operatore.
Tra i sensori industriali destinati alla sicurezza rientrano i sistemi radar Inxpect distribuiti da VIKING Safety, la cui tecnologia consente di creare un’area volumetrica tridimensionale intorno alla zona da controllare e di rilevare la presenza o l’accesso di una persona. Il sistema può quindi impedire l’avvio o la ripartenza della macchina finché l’area protetta risulta occupata.
Radar e ambienti industriali complessi
Una caratteristica rilevante della tecnologia radar è la possibilità di operare in condizioni nelle quali i sistemi ottici possono essere maggiormente influenzati dall’ambiente.
I sensori radar Inxpect parte dell’offerta VIKING Safety sono progettati per funzionare anche in presenza di fumo o detriti generati dal processo produttivo. La tecnologia radar consente di filtrare questi disturbi, riducendo i falsi allarmi e le conseguenti interruzioni della produzione.
La scelta tra radar e altre tecnologie di rilevamento dipende comunque dall’analisi dell’applicazione e dalle caratteristiche dell’area che deve essere controllata.
Porte di sicurezza e sistemi di interblocco
Le porte installate sulle protezioni perimetrali rappresentano punti di accesso alla zona segregata. Possono di conseguenza essere associate a sistemi di interblocco che verificano lo stato del riparo e comunicano tale condizione al sistema di sicurezza della macchina.
La gamma Schmersal proposta da VIKING Safety comprende interblocchi, sensori RFID e pulsantiere dedicate alla gestione degli accessi. L’interblocco permette di controllare l’apertura della protezione mobile. Nelle applicazioni che richiedono una gestione più restrittiva dell’accesso, il blocco può mantenere il riparo chiuso secondo la logica prevista dal sistema di sicurezza.
VIKING Safety integra inoltre soluzioni per la gestione sicura delle porte con diagnostica della presenza del personale, così da estendere il controllo anche alle condizioni interne dell’area protetta.
Il ruolo dei sensori industriali nella sicurezza macchina
Nella sicurezza industriale, i sensori permettono al sistema di conoscere lo stato di elementi rilevanti per il funzionamento sicuro della macchina.
Un sensore può ad esempio verificare la posizione di un riparo o rilevare l’ingresso di una persona in un’area controllata. In altri casi, dispositivi di posizione o finecorsa consentono di associare determinate condizioni della macchina alla logica di sicurezza.
La proposta Schmersal di VIKING Safety comprende sensori di sicurezza, interruttori di posizione e microinterruttori, oltre ai sistemi RFID utilizzati per il controllo dei ripari. A questi si affiancano i radar Inxpect dedicati alla rilevazione delle presenze nelle zone pericolose.
Il contributo dei sensori alla sicurezza dipende dalla funzione che devono svolgere all’interno del sistema. La loro selezione deve dunque partire dalla condizione pericolosa che occorre rilevare e dalla risposta richiesta alla macchina.
Lockout/Tagout per gli interventi di manutenzione
La protezione deve essere considerata anche quando l’impianto viene fermato per interventi di manutenzione o assistenza.
Le procedure Lockout/Tagout (LOTO) hanno l’obiettivo di isolare la macchina dalle fonti di energia pericolosa prima dell’intervento. La gamma Brady proposta da VIKING Safety comprende dispositivi per il blocco delle fonti energetiche e sistemi di identificazione associati alla procedura.
Il LOTO interviene quindi in una fase diversa rispetto a radar o interblocchi: mentre questi ultimi controllano determinate condizioni durante l’utilizzo della macchina, il lockout/tagout riguarda le attività di manutenzione nelle quali è necessario mettere l’impianto in sicurezza prima di operare su di esso.
Come scegliere i dispositivi di sicurezza per macchinari
La scelta dei dispositivi di sicurezza industriale è sempre il risultato di un’accurata analisi del rischio e delle caratteristiche effettive dell’applicazione.
Una prima valutazione riguarda l’area da proteggere: una zona che può essere segregata può richiedere una recinzione con accesso interbloccato; dove è necessario rilevare la permanenza dell’operatore può invece risultare indicato un sistema radar.
La valutazione deve inoltre tenere conto delle norme tecniche applicabili. La UNI EN ISO 12100 fornisce i principi generali per la valutazione e la riduzione del rischio, mentre norme specifiche disciplinano singole misure di protezione: la UNI EN ISO 14120 riguarda i ripari fissi e mobili e la UNI EN ISO 14119 i dispositivi di interblocco associati ai ripari.
È poi fondamentale considerare come avviene l’accesso alla macchina e con quale frequenza. Un’apertura utilizzata spesso per regolazioni o interventi richiede infatti una gestione molto diversa rispetto a una protezione rimossa soltanto durante attività occasionali.
Anche l’integrazione con il sistema di automazione è determinante: interblocchi, sensori e dispositivi di rilevamento devono comunicare correttamente con la logica di sicurezza affinché la macchina possa reagire nel modo previsto quando viene rilevata una condizione di pericolo.
Un approccio integrato alla sicurezza degli impianti industriali
Recinzioni, radar e sistemi di interblocco svolgono funzioni differenti nell’ambito della sicurezza macchina. La loro efficacia dipende dalla capacità di combinarli in funzione dell’impianto e delle modalità con cui gli operatori accedono alle diverse aree.
VIKING Safety è la divisione VIKING dedicata alla sicurezza industriale: affianca le aziende nella selezione delle tecnologie più adatte al contesto applicativo, mettendo a disposizione dispositivi e sistemi sviluppati da produttori specializzati. L’approccio tecnico-consulenziale del team VIKING consente di affrontare la sicurezza degli impianti industriali considerando sia le esigenze operative sia la necessità di integrare la protezione nel funzionamento della macchina.
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